NUOVE DISPOSIZIONI NIDI IN FAMIGLIA

DGR n. 153 del 16 febbraio 2018 “D.G.R. n. 1502/2011 – Aggiornamento delle Linee Guida e approvazione dei requisiti per l’apertura e il funzionamento delle unità d’offerta rivolte alla prima infanzia 0-3 anni denominate “Nidi in Famiglia” nella Regione del Veneto (L.R. 23 Aprile 1990 n. 32 “Disciplina degli interventi regionali per i servizi educativi alla prima infanzia: asili nido e servizi innovativi”; D.G.R. n. 674 del 18 marzo 2008; D.G.R. n. 1502 del 20 settembre 2011; D.G.R. n, 2202 del 23 dicembre 2016)”

Con l’entrata in vigore del D.Lgs n. 65 del 13 aprile 2017 i Nidi in Famiglia hanno trovato legittimazione nel mondo dei servizi per l’infanzia: appartengono ai servizi integrativi, nello specifico ai servizi in contesto domiciliare. Con DGR n. 153 del 16 febbraio 2018 “D.G.R. n. 1502/2011 – Aggiornamento delle Linee Guida e approvazione dei requisiti per l’apertura e il funzionamento delle unità d’offerta rivolte alla prima infanzia 0-3 anni denominate “Nidi in Famiglia” nella Regione del Veneto (L.R. 23 Aprile 1990 n. 32 “Disciplina degli interventi regionali per i servizi educativi alla prima infanzia: asili nido e servizi innovativi”; D.G.R. n. 674 del 18 marzo 2008; D.G.R. n. 1502 del 20 settembre 2011; D.G.R. n, 2202 del 23 dicembre 2016)”, la Regione del Veneto ha inteso, in sintonia con la vigente normativa, disciplinare la tipologia di servizio “Nido in Famiglia” inserendoli nelle unità d’offerta previste nell’Allegato B alla DGR n. 84 del 16 gennaio 2007 (contenente le unità d’offerta non soggette ad autorizzazione all’esercizio ma, per le quali l'erogazione del servizio è soggetta all'obbligo di comunicazione di avvio dell'attività, da presentare al Comune dove hanno sede).

SPAZI DEDICATI: Civile abitazione in possesso di Certificato di Agibilità di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i. rilasciato dal Comune dove è ubicata. Inoltre: - l’abitazione deve essere collocata in una situazione urbanistica adeguata e compatibile con le esigenze dei bambini e delle famiglie, che salvaguardi la salute e la sicurezza dei bambini, lontano da situazioni urbane che possono arrecare disagio; - l’accesso e gli spazi interni devono essere predisposti ed organizzati in modo da assicurare adeguatezza e funzionalità consone all’età “prima infanzia” che si caratterizza per il passaggio del bambino da una completa dipendenza dall’adulto, all’autonomia soprattutto motoria; - il servizio deve essere svolto in civile abitazione - appartamento o casa - e deve essere organizzato in modo tale da assicurare, in un contesto adeguato di sicurezza e salute, il buon funzionamento rispetto agli obiettivi psico-pedagogici; - lo spazio destinato alla preparazione o allo sporzionamento dei pasti se forniti dall'esterno deve essere dotato di attrezzature idonee a tale funzione e deve essere inaccessibile ai bambini. Le modalità di acquisizione degli alimenti, di preparazione e di somministrazione dei pasti sono sottoposte alle norme igienico-sanitarie vigenti; - è severamente fatto divieto, per lo svolgimento del servizio, di utilizzo di spazi interrati o seminterrati o comunque non adeguatamente aerati. - devono essere previste le opportune vie di esodo, individuate in ragione del rischio equivalente alla collocazione abitativa; - devono esserci accorgimenti architettonici e di arredo, consoni alla civile abitazione, atti a prevenire ed escludere situazioni di pericolo per i bambini; - il servizio svolto in contesto “familiare e domestico” deve assicurare un’organizzazione e disposizione degli spazi adatta ad accogliere, accudire ed educare al proprio interno bambini nella fascia d’et 0-3 anni; - i materiali, i rivestimenti, le finiture, gli arredi, gli impianti e le suppellettili devono essere adeguati e funzionali alle peculiarità della prima infanzia e garantire la sicurezza del bambino; - deve essere garantita la presenza di attrezzature, materiali e impianti, compresi quelli ludico educativi, conformi alla normativa specifica di settore e di sicurezza; - la presenza di attrezzature, materiali e giochi deve comunque assicurare la sintonia con l’indirizzo e l’approccio educativo psicocorporeo e psicoemozionale adottato dal servizio nido in famiglia che focalizza la centralità fondamentale della corporeità nell’approccio del bambino con il mondo (il bimbo prima di tutto, conosce il mondo attraverso il proprio corpo); - materiali e giochi, rispondenti alle direttive europee in materia di sicurezza, devono essere limitati a quelli in uso nelle famiglie con bambini in età prima infanzia; - si deve comunque dare maggior rilevanza possibile all’utilizzo di oggetti e materiali di uso comune nelle case che vanno dalle pezze di stoffa di varia consistenza per stimolare la diversa sensorialità, all’uso di prodotti alimentari per impastare, per seriare, per conoscerne la diversità eccetera; il personale educatore, con la supervisione del coordinatore, deve essere in grado di individuare i materiali e i giochi più idonei, garantendo contestualmente la necessaria sicurezza.

UTENZA Bambini da 3 mesi a 3 anni

CAPACITÀ RICETTIVA Fino a massimo 6 bambini contemporaneamente.

TITOLI DI STUDIO Ai sensi del D. Lgs. n. 65 del 13 aprile 2017, l’educatore deve essere in possesso di uno dei seguenti titoli: - Laurea triennale in Scienze dell’educazione (classe di laurea L19) a indirizzo specifico per educatori dei servizi educativi per la prima infanzia e titoli equipollenti di cui al DM n. 270/2004; - Laurea quinquennale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria, integrata da un corso di specializzazione per complessivi 60 crediti formativi universitari; - al 31 maggio 2017, titoli per operare nei servizi alla prima infanzia, ai sensi della DGR n. 84 del 16 gennaio 2007 e L.R. n. 32 del 23 aprile 1990. Inoltre, deve essere in possesso dell’Attestato di partecipazione alla formazione specifica, attivata o autorizzata dalla Regione del Veneto, per operare nell’unità d’offerta Nido in Famiglia.

ATTIVITÀ 1. Redazione di un PROGETTO PSICO-EDUCATIVO,ORGANIZZATIVO E GESTIONALE che dovrà essere messo a disposizione sia dell’utenza che degli altri attori coinvolti e dovrà prevedere: - il nominativo e i riferimenti del coordinatore con il quale l’educatore stipula l’accordo/convenzione; - l’allestimento e l’organizzazione degli spazi che devono garantire l’accessibilità e l’accoglienza dei bambini nel rispetto della peculiarità dell’età “prima infanzia”; - le funzioni di accoglienza, relazione, cura-affetto, fiducia, educabilità e ludiche; - la presenza di tabelle nutrizionali e menù secondo le indicazioni della Azienda ULSS di riferimento; - la presenza di un piano di riordino e igienizzazione quotidiana degli ambienti; - le modalità e le occasioni della relazione con i genitori; - l’attività di coordinamento con la rete dei Nidi in Famiglia e il coordinatore nonché il piano annuale di aggiornamento e formazione; - l’utilizzo di strumenti di verifica e monitoraggio della qualità del lavoro educativo; - l’indicazione della presenza di eventuale personale di supporto/collaborazione nella gestione del servizio.

2. ACCORDO/CONVENZIONE con un coordinatore iscritto all’elenco regionale dei Coordinatori di rete di Nido in Famiglia;

3. COMUNICAZIONE AVVIO ATTIVITÀ DEL NIDO IN FAMIGLIA all'amministrazione comunale in cui è ubicato la civile abitazione, sede del servizio (Allegato B alla DGR n. 153 del 16 febbraio 2018.);

4. AGGIORNAMENTO ANNUO del mantenimento o della rinuncia allo svolgimento dell’attività;

5. AUTORIZZAZIONE ALLA PUBBLICAZIONE nel sito regionale delle informazioni relative al Nido in Famiglia (nome dell’unità d’offerta, indirizzo, numero di telefono, indirizzo e-mail e orari di apertura);

6. PRESENZA AI COORDINAMENTI E GLI INCONTRI DI AGGIORNAMENTO promossi da coordinatore e Regione.

La rete di Nidi in Famiglia si compone di un numero allargato di unità d’offerta verificate e coordinate dal coordinatore di Nidi in Famiglia.

Finalità: • Garantire alle famiglie un’offerta di servizi competenti di qualità; • Favorire il raccordo tra i diversi attori del sistema di Nidi in Famiglia; • Garantire risposte adeguate alle esigenze del territorio; • Promuovere una cultura della tutela dell’infanzia; • Promuovere la formazione e l’aggiornamento degli attori coinvolti.

Organizzazione

La rete di Nidi in Famiglia si realizza attraverso una serie di incontri organizzati e condotti dal coordinatore, il quale avrà la responsabilità di promuovere e fissare i coordinamenti, in maniera sistematica e cadenzata, con le diverse unità d’offerta. Ciascuna Rete deve avere il “DOCUMENTO INFORMATIVO” della rete di Nidi in Famiglia, in cui si dichiara: la mission educativa della rete; l’obiettivo generale di carattere psico-socio-educativo; il risultato generale da raggiungere; le modalità di controllo, i momenti di verifica.

TITOLI DI STUDIO - Laurea Magistrale o percorsi formativi (master universitari di I – II livello) in materie socio-psico-pedagogiche; - Attestato di partecipazione alla formazione specifica, attivata o autorizzata dalla Regione del Veneto, per coordinatore di rete di Nidi in Famiglia. ATTIVITÀ - COLLABORAZIONE CON AMMINISTRAZIONI COMUNALI, AZIENDE ULSS E AMMINISTRAZIONE REGIONALE per la programmazione dei servizi; - RICEZIONE DELLE ISTANZE avanzate da soggetti interessati ad aprire un Nido in Famiglia; - VERIFICA E ATTESTAZIONE DELLA SUSSISTENZA DEI REQUISITI dei soggetti interessati (Allegato C alla DGR n. 153 del 16 febbraio 2018); - Stipula di una CONVENZIONE sia con l’educatore interessato ad aprire il Nido in Famiglia, sia con l’educatore interessato ad operare; - NULLA OSTA in merito alla trasmissione, da parte dell’educatore interessato ad aprire un Nido in Famiglia, di dichiarazione di avvio attività al Comune competente per territorio; - TRASMISSIONE DELL’ELENCO DEGLI EDUCATORI che hanno sottoscritto la convenzione alla Direzione competente della Regione del Veneto; - ISCRIZIONE NELL’ELENCO DEI COORDINATORI DI NIDI IN FAMIGLIA DELLA REGIONE DEL VENETO e relativa AUTORIZZAZIONE ALLA PUBBLICAZIONE nel sito regionale dei propri dati sensibili (nome, cognome, numero di telefono, indirizzo e-mail); - COORDINAMENTO/SUPERVISIONE delle unità d’offerta di cui è responsabile; - INDIRIZZO E SUPPORTO TECNICO al lavoro degli educatori; - PARTECIPAZIONE AI COORDINAMENTI REGIONALI E TERRITORIALI, eventualmente costituiti, anche in forma associativa, delle reti di Nidi in Famiglia; - MONITORAGGIO delle attività svolte dai servizi di Nidi in Famiglia di cui è responsabile; - CONTROLLI, anche a campione, sul mantenimento dell’adeguatezza della qualità e della professionalità delle unità d’offerta di cui è responsabile; - VERIFICA DEL GRADO DI SODDISFAZIONE DEGLI UTENTI; - SUPPORTO nella gestione dei contratti e dei rapporti con le famiglie e con i Comuni; - PARTECIPAZIONE ALL'ATTIVITÀ DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO, promossa o autorizzata dalla Regione del Veneto; - Redazione del “DOCUMENTO INFORMATIVO” della rete di Nidi in Famiglia, in cui dichiara: la mission educativa della propria rete; l’obiettivo generale di carattere psico-socio-educativo; il risultato generale da raggiungere; le modalità di controllo, i momenti di verifica.

1. Verifica dei requisiti L’educatore, che intende aprire un’unità d’offerta Nidi in Famiglia, una volta concluso il percorso formativo previsto dal presente provvedimento, individua il coordinatore competente per territorio tra quelli presenti nell’Elenco regionale e presenta al suddetto l’istanza di cui all’Allegato B alla DGR n. 153 del 16 febbraio 2018 per l’apertura del Nido in Famiglia. Il coordinatore, entro e non oltre 30 giorni dalla ricezione dell’istanza, concorda con l’educatore la data per il controllo della conformità dei requisiti al presente provvedimento. Verifica la loro sussistenza e provvede all'immediata attestazione tramite dichiarazione di cui all'Allegato C alla DGR n. 153 del 16 febbraio 2018 al fine della procedibilità dell’istruttoria. L’educatore, contestualmente o entro e non oltre 10 giorni dalla compilazione della dichiarazione di cui all'Allegato B alla DGR n. 153 del 16 febbraio 2018 da parte del coordinatore individuato, stipula una convenzione con lo stesso.

2. Dichiarazione di avvio attività L’educatore titolare dell’unità d’offerta, entro e non oltre 10 giorni dalla visita e dalla stipula della convenzione con il coordinatore individuato, presenta al Comune nel quale è ubicato il Nido in Famiglia, la dichiarazione di avvio attività utilizzando il modello di cui all’Allegato B, unitamente all’Allegato C alla DGR n. 153 del 16 febbraio 2018 e ne dà comunicazione al coordinatore. La dichiarazione di avvio attività dovrà essere accompagnata dal certificato di agibilità di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i. rilasciato dal Comune dove ha sede il Nido in Famiglia. La dichiarazione di avvio attività dovrà essere presentata mediante una delle seguenti modalità, con esclusione di qualsiasi altro mezzo: - consegna diretta presso l'Ufficio Protocollo del Comune territorialmente competente; - spedizione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento all'indirizzo del Comune territorialmente competente; - invio attraverso posta elettronica certificata (PEC) da una casella di cui sia titolare l’educatore che presenta la dichiarazione di avvio attività, all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del Comune in formato PDF. Il Comune, entro 30 giorni dal recepimento della dichiarazione di avvio attività, provvede all’inserimento dell’unità d’offerta nell’elenco comunale e predispone l’aggiornamento dello stesso con proprio provvedimento entro il mese di aprile di ogni anno. In ALLEGATO sotto: - Allegato B alla DGR n. 153 del 16 febbraio 2018 “Dichiarazione di apertura di unità di offerta Nido in Famiglia”; - Allegato C della DGR n. 153 del 16 febbraio 2018 “Verifica dei requisiti specifici per l’approvazione al funzionamento di Nido in Famiglia”

L’iter in sintesi – download pdf

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Download Allegato B alla DGR n. 153 del 16 febbraio 2018

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